E così, ciò di cui andavo cianciando nel precedente post (di secoli fa, oserei dire) è venuto fuori da quella nuvola di pensieri e nebbia e ha acquisito una sua forma: il mio primo romanzo, dopo la quantità di scarsi racconti con cui ho riempito questo blog, è nato.

Il suo nome, come potete intuire dal titolo di questo post, è “Italia Tua”, è per ora in cerca di un editore, ma è già in vendita sui famosi siti di book-on-demand. Ed eccovi qui i link:

-Da lulu.com, il link alla mia personale “vetrina autore”: http://www.lulu.com/spotlight/Shadowman985 Da qui potete acquistare sia la versione cartacea che l’e-book, a prezzo molto inferiore e senza alcuna spesa di spedizione.

-Da ilmiolibro.kataweb.it, link diretto al libro:  http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=630038

Avendo entrambe le copie a casa, posso azzardarvi una “recensione tecnica”: devo dire che le copie di lulu hanno una buona carta, e la stampa è chiara senza alcuna imperfezione. Peccano per il formato, un po’ insolito, e un po’ la copertina, forse troppo rigida e di tipo lucido (non che sia un difetto questo, ma per un romanzo preferisco la copertina opaca, come molte collane dei vari editori, come ad esempio Oscar Mondadori piuttosto che Newton-Compton e via discorrendo). Ottima la costina, così, tanto per essere precisi…! Ho provato in passato una stampa con copertina rigida con sovraccoperta ed è invece davvero ottima, tranne per il formato, piuttosto gigantesco. In futuro la userò per altre mie “idee”, statene certi…!

Per quanto riguarda la copia de ilmiolibro, i caratteri sono appena più “chiari” rispetto a quelli di lulu.com, il formato è però buono (ancora un po’ troppo piccolo, ma le proporzioni sono più gradevoli), e la copertina è ottima (opaca, inizialmente rigida ma dopo averla aperta qualche volta si sfoglia che è una meraviglia). Peggiore il loro programma per creare le copertine rispetto a quello ottimo di lulu, ma rimboccandosi le maniche e con qualche immagine creata prima con il caro Photoshop, si ottengono risultati più che egregi.

Per quanto riguarda il libro, beh, che aggiungere alla breve presentazione scritta sui due store appena linkati?

Siete stanchi di come vanno le cose? Siete stanchi della pubblicità, siete stanchi delle promozioni speciali, degli strumenti per gli addominali, dei politici mangioni, della televisione, stanchi di un sistema monetario che vi prende in giro giorno dopo giorno? Avete bisogno di cambiare, tutto, ma non avete il tempo e la forza? Beh, provate allora a partire con i protagonisti di Italia Tua, forse il viaggio vi piacerà…o forse, vi verrà la voglia di fare qualcosa in più.

Bene, vi lascio a questo punto con la copertina del libro, che manco a farlo apposta (si, lo so, l’ho fatto apposta via…!) è la stessa immagine presente nel post precedente…debitamente modificata…e vi dirò di più: è anche un luogo toccato dal viaggio dei protagonisti del mio romanzo…Beh, direi un ritorno soddisfacente per il mio blog…!

Aloha!!

In fondo mi diverto a parlare ai muri.

Sapendo che questo fazzoletto telematico non è più frequentato né utilizzato da nessuno, sembra piuttosto inutile postare qualche aggiornamento.

Ebbene, un giorno, spero, questo blog tornerà a vivere, sempre su queste pagine o magari fondando qualcosa di nuovo.

Per ora, rimane congelato, come mi diverto a definirlo.

A parte i grandi impegni (cercare di diventare medico chirurgo specializzando in neurochirurgia in questo paese non è affatto un bel compito), il resto del tempo libero sto cercando di impegnarlo in un progetto molto più grande dei soliti racconti brutti che fino ad ora ho tirato fuori. Per adesso, con gran lentezza, riesce comunque a crescere.

La scaletta è stilata, i contenuti sono scritti in modo mediamente approfondito, alcuni capitoli ci sono già, e sto raccogliendo materiale che può aiutarmi in modo concreto…Sperando che tutto ciò si velocizzi, e che io sia di ritorno su questi lidi in brevi tempi, magari durante la lunga ricerca per un eventuale editore (altra cosa impossibile in questo paese…ma c’è pur sempre lulu.com…), sempre che il progetto vada in porto ovvio, vi rimando a un posto in cui raccoglierò parte del materiale che mi sta aiutando in questo arduo compito, ovvero il mio album su Flickr.com.

Ho aperto un account proprio pochi giorni fa, in onore della prima gita in solitaria per inaugurare la mia nuova reflex digitale, una Pentax K-r.

Vi avverto fin da subito che sono alle primissime armi nel campo della fotografia, e per ora oltre a queste immagini fatte con la nuova splendida reflex, posterò anche qualcosa proveniente dal passato, i migliori scatti ottenuti con la mia modestissima compatta ma cara compagna di viaggi, una Kodak Easyshare M883 Zoom.

Sono mediamente bravo anche Photoshop, ma per ora cercherò di postare solo e soltanto immagini non modificate, a parte forse solo un paio che posterò il mese prossimo (a meno che io non passi ad un account pro, ma non penso).

Bene, non mi resta che lasciarvi (si, ma a chi?!) il link, eccovelo qui:

http://www.flickr.com/photos/pictures-at-an-exhibition/

A presto spero, ed eccovi una piccola anteprima, che ci sta sempre bene, la foto per ora più popolare tra quelle messe su, ma c’è di meglio, sappiatelo!

Aloha!

Thalamus

Pubblicato: 10 novembre 2010 in Riflessioni di una vita vissuta

Sento di nuovo, quasi nostalgico, le lame che entrano nella mia carne.

C’è una piccola differenza devo dire: lo fai senza rendertene quasi conto, sei come una bambina distratta, forse anche quello riscalda quell’acciaio così freddo, rende quell’azione dolce, a momenti.

Mi parli, ti accerti che io sia ancora lì, attento ad ogni tua parola, perché non hai mai avuto qualcosa del genere, ma come ogni essere umano fai finta di non rendertene conto e te ne approfitti, colpisci.

Affondi, perché ti fa sentire superiore. E il fatto che io sia ancora lì ti fa sentire desiderata. Ciò di cui hai bisogno.

E siamo ancora qui sospesi in attimi che qualcuno denominerebbe indimenticabili, anche se hanno quella componente opportunistica, da entrambe le parti, che li svilisce non poco.

Se solo tu avessi chiuso gli occhi per vedere, per poi aprirli, una volta per tutte. Hai scelto l’orgoglio, e ora bruci tra le fiamme che hai generato.

Puoi colpirmi quante volte vuoi, puoi andare a fondo quanto ti pare, ho talmente tanta pelle, talmente tanti abiti da indossare, tante maschere, che non mi colpirai mai.

E potrai riprovarci, tornare alla carica, sarò pronto, qualsiasi cosa tu voglia farmi, qualsiasi strada tu decida di intraprendere.

E se prima potevo almeno tuffarmi in un’illusione, ora tu hai anche succhiato via quel poco d’acqua che c’era.

L’hai voluto tu.

 

Non corro più rischi, no.

Anzi, assaporo già la prossima preda, sperando di non sbagliare, questa volta.

Guarda ciò che siamo diventati ora, siamo soli.

Siamo tutto ciò che ci rimane. Cioè cosa?

New Life?!

Pubblicato: 28 settembre 2010 in Senza categoria

Non male…Son lì che mi dico “mah, rientriamo in quel bistrattatissimo blog, magari qualcuno ha lasciato un qualche ricordo, un po’ di spam o qualcosa del genere…” e che ti ritrovo? Che se so messi d’accordo con wordpress e ora il blog è diventato alquanto più serio, miglioramento che dovevo fare io già da un bel pezzo insomma…chissà che con questa novità non mi ritorni ulteriormente la voglia di scrivere…magari tolgo pure un po’ di tempo alla tesi per buttare giù qualche pensiero…stay tuned…!

Follow. Not Me.

Pubblicato: 15 aprile 2010 in Looking through the Mirror
Follow. Not Me.

Segui

fantasmi che vivono non certo per te.

Segui paure già morte

innanzi a un futuro di nebbia.

Segui le tue credenze divine

create da qualcuno sol per te.

Seguile pensando che siano libere,

seguile pensando siano tue,

pensando sia la ragione a crearle.

Avresti dovuto seguire

il tuo encefalo che scappava

anni addietro.

Ubriacato da parole di zucchero

urlate da un pulpito

di sangue ebbro.

Segui

specchi che parlano sperando

che i tuoi occhi non li ingannino,

che le tue parole non li frantumino.

Segui donne finte spose

di un solo marito

che forse non esiste nemmeno.

Segui obblighi che non vuoi avere

ma che ti hanno imposto

e ora credi che ti appartengano.

Segui tradizioni sbagliate

ma giuste solo perché tradizioni.

Seguo le tue critiche e le tue parole

per comprendere che sei perfetta

in tutto quel che fai, in tutto.

È per questo che mi allontano.

Segui.

Segui tutto quello in cui credi.

Segui tutto ciò di cui hai bisogno.

Segui la tua strada.

Ma non seguire me.

 

 

(Per la “puntata precedente”, ecco il link: http://shadowmind.spaces.live.com/blog/cns!16C549492C1149B7!2366.entry )
Mud: “Jon? Che cavolo ci fai qui?”
Jon: “Beh, perché Mud? Insomma, passavo di qui, trovo il mio amico e penso bene di fermarmi per scambiare due chiacchiere. Ti sembra tanto anormale?”
Mud: “Oh no, figurati. È solo una sensazione strana, non so come spiegare, come se tu non dovessi essere qui, come se la tua figura nitida davanti ai miei occhi in realtà fosse solo un artefatto visivo. Bah, solo una sensazione strana, non farci caso, te l’ho detto”
Jon: “Beh, farò come dici allora…! Ebbene, che fa il mio amico tutto solo qui, seduto su di una panchina nel parco? Ti limiti a fissare il vuoto?”
Mud: “Penso.”
Jon: “Eh si, il mio amico è un pensatore!”
Mud: “Penso alla gente, penso alle persone, quante ne ho conosciute…”
Jon: “Beh, è la vita Mud, capita a tutti, almeno di vederne tante, poi conoscerne è un altro discorso…”
Mud: “Ecco, hai colto il punto. Conoscerli è difficile. Bisogna penetrare il pensiero altrui, andare a fondo. Ma proprio andando a fondo, scavando fino all’ultimo stadio raggiungibile, ci si rende conto che in fondo siamo tutti uguali. Per quanto facciamo di tutto per differenziarci l’uno dall’altro, o almeno per quanto sia auspicabile come cosa, ma non attuata da tutti, anzi attuata sempre da meno persone, ordunque per quanto possiamo provarci, rimaniamo sempre degli agglomerati di svariati tessuti, dei solidi mobili, mortali. Futuro Rifiuto Organico.”
Jon (con sguardo stranito): “…Mud?”
Mud: “Pensaci Jon, se dovessi trovare un leone morto qui in città davanti ai tuoi occhi cosa faresti? Chiameresti le autorità? Che so, il WWF, qualche ambientalista, il governo, la Nasa?! No, andresti via, magari spaesato per il fatto di aver trovato una bestia del genere in una città, al massimo se provassi un forte amore per la tua città potresti provare a spostare quel cadavere nel cassonetto dei rifiuti organici più vicino.
E se trovassi un uomo morto? La legge ti dice che, anche se si tratta di un cadavere, devi avvisare le autorità, altrimenti rischi grosso addirittura. Ma che bisogno c’è? È finito, deceduto, morto, scomparso. La sua sorte dovrebbe essere uguale a quella di tutti gli altri animali, quindi potresti benissimo cestinarlo. Rifiuto organico anche lui.”
Jon: “…Mud…stai impazzendo?”
Mud: “Mi successe da bambino, con degli amici trovammo un serpente nero, molto molto lungo, morto stecchito. Un vecchio passò e con un bastone lo spostò nell’immondizia. Ai tempi la differenziata non esisteva nemmeno, quindi quella povera bestia finì in un ben poco venerabile cassonetto dell’indifferenziata. Quella si che si può chiamare cattiva sorte, brutta fine in vita e brutta fine anche in morte…!”
Jon: “Mud davvero, ti senti bene? Perché mi dici questo??”
Mud: “Oh niente amico mio, non farci caso. Andiamo via su, torniamo a casa.”
Jon rimase ancora incredulo, e con la bocca ancora un po’ aperta seguì il consiglio di Mud. I due si alzarono e senza dire una sola parola si incamminarono entrambi nella stessa direzione. Dopo un po’, passando davanti all’immondizia, Jon venne spinto con forza da Mud all’interno del cassonetto dei rifiuti organici. L’attacco fu improvviso, e Mud, molto più corpulento del suo amico, lo sollevò con forza afferrandolo dalle gambe dopo averlo strattonato per fargli perdere l’equilibrio. Una volta fatto entrare Jon in quel puzzolente posto chiuse il cassonetto bloccando i supporti laterali dell’unica uscita e posizionando vari massi sul portello, massi molto grandi, presi nel parco stesso e spostati con molta fatica.
Jon cominciò a gridare e a picchiare con tutta la forza contro le mura di plastica spessa della sua nauseante prigione.
Mud: “Non preoccuparti, non sarà così doloroso, dopo un po’ ti abituerai anche alla puzza. Oh si, vomiterai più volte, è normale. Un po’ per la puzza, un po’ perché vedrai animali che normalmente considereresti “poco consoni”. Ma vedrai, anche loro non fanno altro che provare a campare, procacciandosi cibo, fanno quel che possono.” In quell’istante Mud sentì chiaramente Jon vomitare “oh ecco bravo, vedi? È il primo passo verso l’assuefazione, tra non molto non avrai più niente da vomitare, e aspettando un po’ di più sarà tutto finito, non preoccuparti”.
Jon continuò a dimenarsi, con la voce soffocata dal vomito e dai residui alimentari. La voce di Mud, dopo quell’ultima battuta, non si sentì più.
Qualche giorno dopo i cassonetti furono ritirati. Gli operatori ecologici si resero conto della presenza del cadavere dell’uomo solo per caso, una volta in discarica. Non ci fecero molto caso. Per ovvi obblighi, uno di essi fece una svogliata telefonata alle autorità competenti per segnalare l’accaduto.

Love?

Pubblicato: 7 settembre 2009 in Looking through the Mirror
Hmmm…l’ho messa giù da un bel po’, e non sapevo sinceramente se inserirla sul blog o meno…potrebbe risultare anche un po’ imbarazzante…ma vabbè, fa il paio con le altre poesie messe su un bel po’ di tempo fa…e poi, questo "angolo di Limbo" oramai viene aggiornato talmente tanto poco, che un nuovo interventucolo ci sta anche bene…beccatevela va, fateme sape’…
 
 
 
 

Amore?

Vago

Nel buio della folla morta

Io non ti conosco,

Ma cerco almeno il tuo sorriso.

Cerco

Di captare almeno il tuo aspetto,

Io non ti ho mai vista

Ma vorrei sentire di nuovo il tuo profumo.

E vorrei riascoltare

Le tue mille voci,

Così soavi, piacevoli,

Eppure così sconosciute.

Vorrei sfiorare la tua pelle

Che per me non esiste,

Toccare i tuoi capelli

Per scoprire di cosa sei fatta.

Scoprire

Se sei solo una nuvola di vapore,

O se le mie nuvole

Ti nascondono, cupide.

E chiudo i miei occhi

Per poter guardare nei tuoi,

Per poter svelare i segreti

Di un etereo mistero.

E dormi ogni notte nei miei sogni.

Ti chiamo, ma non rispondi.